Storia dei lego

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I mattoncini Lego sono stati ideati da Ole Kirk Christiansen (7 aprile 1891 – 11 marzo 1958), un falegname di Billund (Danimarca).

La piccola  impresa familiare di Christiansen  riuscì a diventare uno dei maggiori produttori di giocattoli del mondo.

Nel 1916, Christiansen aprì a Billund  una piccola falegnameria che si occupava principalmente della costruzione di abitazioni e arredi interni per le fattorie della regione.

Nel 1924, la bottega fu devastata da un grave incendio (causato da un errore da uno dei suoi due giovani figli) e  Christiansen, dopo alcuni momenti di difficoltà, ricostruì il suo locale  più grande di prima.

Giunse la “Grande depressione” del 1929: per ridurre  i costi di produzione Ole  fabbricò  i suoi prodotti riducendone le dimensioni, in modo da velocizzare il processo di progettazione.

Le miniature realizzate  furono l’ispirazione per la produzione di giocattoli che sarebbe iniziata a breve.

Christiansen, infatti, iniziò la  fabbricazione di  giocattoli: veicoli da trainare, salvadanai, automobili e camion in miniatura.

Il  successo fu  modesto: le famiglie della zona non potevano permettersi l’acquisto di giocattoli per bambini e spesso saldavano i conti dando in cambio  generi alimentari.

Per restare sul mercato Christiansen continuò quindi a produrre anche attrezzi ed arredi.

A metà degli anni trenta, lo “scoppio” della  “moda yo-yo”   diede ad Ole  un periodo di prosperità, che però terminò in poco tempo.

Per non perdere il materiale del  magazzino convertì  le parti degli yo-yo invenduti in  ruote per camion giocattolo.

In questo periodo, il figlio Godtfred iniziò a lavorare attivamente con lui.

Nel 1920 nasce  il nome  “LEGO”  prendendo ispirazione dalla locuzione in lingua danese leg godt (“gioca bene”) anche se, società, afferma che l’origine del marchio è nel verbo latino lĕgo, con il significato di “metto insieme” o di “assemblo”.

Alla diffusione della plastica  Christiansen la introdusse nella produzione creando  il primo giocattolo modulare: un camion scomponibile, formato da diversi elementi assemblati tra loro a incastro.

In seguito, gli elementi di cui erano composti i giocattoli divennero dei veri e propri mattoncini.

Nel 1949, LEGO ne iniziò la produzione, chiamandoli Automatic Binding Bricks.

I mattoncini, composti di acetato di cellulosa, erano sviluppati seguendo la tradizione dei blocchetti sovrapponibili in legno già commercializzati dall’azienda.

I mattoncini potevano essere assemblati e disassemblati fra loro, facendo combaciare le sporgenze rotonde sulla faccia superiore con le cavità rettangolari presenti sul fondo.

Nel 1953  ai mattoncini venne dato un nuovo nome: “LEGO Mursten” (“mattoncini LEGO”).

L’uso della plastica per produrre giocattoli non fu visto all’epoca con molto favore da rivenditori e consumatori: molte delle scatole di LEGO vennero restituite dai negozianti per scarsa vendita.

Con l’avvento del 1954 Godtfred diventò direttore della LEGO.

I mattoncini presentavano ancora problemi di duttilità: le loro possibilità di collegamento erano piuttosto limitate e non erano molto versatili.

Nel 1958 fu studiato il mattoncino LEGO nella forma di lì in poi utilizzata, e i pezzi furono migliorati con l’inserimento di un cilindretto nella cavità inferiore, che aggiungeva supporto alla base permettendo maggiori opzioni di collegamento e stabilità dei pezzi.

Nello stesso anno, Ole Kirk Christiansen morì e suo figlio Godtfred ereditò la guida della società.

Gli anni successivi videro una forte espansione con l’apertura di stabilimenti in America, Svizzera, Brasile, Malesia divenendo a tutti gli effetti una multinazionale.

La Lego ha creato anche un simpatico cortometraggio della propria storia: